Lo Spedale Degli Innocenti

19.03.2015 16:38

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Struttura che risolve questo problema senza demandarlo alle varie confraternite religiose: preti, frati, suore... Si assumeva addirittura l'incarico di un aiuto medico alle partorienti, sia che fossero sposate o non. E' un esempio davvero innovativo rispetto a tutta la struttura, in una situazione in cui è ancora forte una morale cristiana di tipo punitivo nei confronti di tutto ciò che avviene al di fuori... Il comune sostiene il giudizio, aiuta questi bambini che sono effettivamente innocenti. Dà l'incarico della realizzazione dell'edificio a B. che nel frattempo sta realizzando la cupola. Proprio per questo suo impegno è considerato un grandissimo architetto che risolve situazioni che praticamente nessuno ha saputo affrontare.

La cosa interessante è come aggredisce il problema. Brunelleschi parte dall'idea che l'edificio e le sue forme devono dichiarare la sua funzione. Devono dire per quale funzione è lì. Architettura eloquente, che parla, che guardandola ti dice.

Per capire la novità dobbiamo pensare a come erano le case a Firenze. Architettura fatta di grandi palazzi che avevano una pianta quadrata, quadrangolare con all'interno un cortile a cielo aperto. Con un porticato che dava su questo cortile interno. Edificio esternamente era caratterizzato da pareti chiuse con aperture di grandi finestre ma in posizioni elevate. Il piano terra iniziava in modo tale che il passante non potesse guardare le finestre, non partiva dal livello stradale. Il cortile interno era innalzato, c'erano dei gradini. Uno o due ingressi. Per il resto l'edificio risultava veramente con questa parete che separava l'interno dall'esterno. La parete diceva "fuori c'è lo spazio pubblico, dalla parete in poi inizia lo spazio che appartiene a quella famiglia, privato". Netta separazione. B. dice "questo edificio è un edificio pubblico che si affaccia su uno spazio pubblico!" quindi non deve esistere una frattura tra idue spazi ma una permeabilità. I due spazi si devono integrare, devono partecipare. Fa una scelta elementare, semplice. Lo dichiara facendo quest'operazione. Mettere quello che è normalmente all'interno, all'esterno. In modo che il porticato di a sull'esterno. E' una grande novità per Firenze! Non lo sarebbe stato per Bologna o Padova dove esistevano questi porticati dal Medioevo. Per Firenze è una grandissima novità. Lo spazio della piazza e lo spazio dell'edificio si compenetrano.

Altra idea geniale! Il porticato serve all'esterno per accogliere le persone. Deve essere un edificio che accoglie il bambino abbandonato! Crea uno spazio di accoglienza, ospitalità. Accoglie e protegge. Porticato con delle gradinate, ci si può sedere. Questa idea piace così tanto che i fiorentini copieranno questo progetto.

Per la cupola è difficile parlare di uno stile brunelleschiano, mentre per lo Spedale vedremo tutte le caratteristiche della sua architettura. E' un rivoluzionario, rifiuta l'architettura dell'immediato passato (gotico eccessivo, troppo elaborato, pieno di decorazioni, con forme troppo complesse). Ritiene che sia fondamentale ritornare alla semplicità della geometria elementare: cerchi, quadrati, triangoli.. Non cuspidi, archi a sesto acuto ecc.

Ha delle colonne, alte quanto la distanza tra una colonna e l'altra. Sormontate da un arco che è una semicirconferenza di diametro la distanza tra una colonna e l'altra. Arco a tutto sesto. La colonna ha distanza di profondità dalla parete pari alla distanza tra colonne. 

Non devono esserci troppo decorazioni. Le decorazioni sono nient'altro che la struttura della facciata portata all'esterno. Inizia il primo piano? Traccio una fascia marcapiano. Mostra sulla facciata la struttura dell'edificio ma diventa anche un elemento di decorazione. Non è aggiuntivo. La decorazione è mostrare la struttura dell'edificio. Ci sono delle finestre, le mettiamo esattamente sopra le semicirconferenze. Sopra alle finestre vengono messi dei triangoli, i timpani.

L'architettura importante fiorentina, toscana in generale, è giocata su due colori. Soprattutto i grandi edifici religiosi, quelli per cui una città viene ricordata (Duomo di..). Bicromatismo. Marmo bianco, nero, verde... B. usa il bicromatismo. Bianco come colore chiaro e grigio come colore scuro. Ma non usa materiali nobili, eleganti, ma umili. E' un edificio che serve a risolvere un problema importante di ordine sociale, non bisogna usare materiali troppo costosi. Materiale molto semplice è l'intonaco chiaro al posto del marmo. L'altro è la pietra serena, umile ma funzionale: pietra che veniva utilizzata tantissimo a Firenze perchè era facile da lavorare ma molto resistente e veniva utilizzata per selciare le strade. Non vogliamo i bambini separati, vogliamo farne un'unità e creare una relazione. Crea un cerchio, elemento decorativo che indica l'armonia, lo stare insieme. Tra l'altro tutte le misure dei cerchi sono sottomultipli del raggio di prima. Architettura modulare (una misura e tutta l'architettura è fatta in funzione di questa misura). Il cerchio diventa la firma di B. che verrà copiata poi dai fiorentini.

Ora B. con questi cerchi ha circoscritto degli spazi. Si era abituati a inserire delle sculture nelle facciate, quindi B. pensa di metterle all'interno del cerchio. Mette all'interno qualcosa che dichiari ancora la funzione dell'edificio: un bambino in fasce, l'innocente. Non sono esattamente tutti uguali. In fasce con le bracce aperte (rimanda alla croce, ma anche all'abbraccio). Sono realizzati in ceramica smaltata, le formelle. C'era una scuola eccezionale a Firenze (i della Robia, infatti si chiamano robiali, famiglia di scultori che avevano una tecnica segreta. Smalti la ceramica e una volta cotto diventa invetriato, assume la consistenza del vetro. Rende molto resistente la formella, alle intemperie e le rendeva brillanti. Li realizza Andrea della Robia.