Canto I Purgatorio
CANTO I PURGATORIO
Il canto si apre con una metafora molto comune (non la ha inventata Dante) nella quale il proprio intelletto viene paragonato a una nave che naviga nel mare dell’ingegno.
Nel purgatorio il proemio è fatto da quattro terzine, nell’inferno era una soltanto e nel paradiso saranno dodici.
V4 “secondo regno” è il purgatorio.
V5 “si purga” significa “si purifica”.
V7 la poesia è “morta” poiché fino a quel momento gli è servita per cantare i morti spirituali dell’inferno.
V8-9 si rivolge direttamente alle muse e in particolare a Calliope.
V13 inizia una descrizione del meraviglioso paesaggio circostante. Dante è solito dare poca importanza alle descrizioni paesaggistiche, ma in questo caso è necessario poiché Dante è reduce da un viaggio nell’inferno caratterizzato da un buio perenne.
V13 “zaffiro orientale” è un blu molto intenso.
V15 “primo giro” è l’orizzonte e non il cielo della luna poiché non è possibile che l’atmosfera giunga fino alla luna.
V18 “occhi e petto” questa espressione evidenzia come l’oppressone che Dante prova all’inferno è di natura fisica (occhi) ma anche emotiva (petto-cuore).
V31 “veglio” indica la grande dignità che connota la figura di Catone. Inoltre Dante per dire “vecchio” nell’inferno usa “vecchio”, e nel paradiso “sene” questo fatto testimonia ancora una volta il plurilinguismo di Dante.
V33 richiamo alla monarchia dove Dante diceva che l’imperatore doveva al papa lo stesso rispetto che un figlio deve al padre.
V40 “cieco fiume” perché il fiume scorre sotto terra.
V46 Catone si chiede come è possibile che un vivente sia giunto nell’aldilà, sono forse cambiate le leggi divine?
V58 “non vide mai l’ultima sera” significa che è ancora vivo. In questo caso la morte è da vedere come una morte spirituale.
V59 “follia” è la superbia intellettuale.
V68 il cammino di Dante è voluto dal fato (dalla virtù divina).
V75 è una anticipazione del fatto che Catone andrà in paradiso.
Il modo in cui Dante parla a Catone non è una “captatio benevolentiae” poiché non era necessaria in quella circostanza e poi il fatto che Catone si sia ucciso per la sua libertà (è allegoria della libertà) è un dato oggettivo, è il motivo per cui Dante ha deciso di metterlo nel purgatorio, Catone nella sua finzione letteraria è una di quelle anime che Cristo dopo la morte ha tirato fuori dall’inferno.
V79 “marzia” era la moglie di Catone. In seguito passò in moglie a Ortensio per poi ritornare a Catone, non sappiamo il motivo di tale accaduto ma è evidente una lettura allegorica per cui il ritorno di Marzia al primo marito è simile al ritorno dell’anima a Dio dopo una purificazione. Il ricordo di Marzia era una “captatio benevolentiae” poiché Virgilio cerca di toccare emotivamente Catone.
V82 “sette regni” sono le sette cornici di cui è costituita la montagna del purgatorio.
V85 il nominare Marzia per nome è l’unico segno di un cedimento emotivo di Catone. Tutto ciò che si fa in vita serve solo definire la tua vita dopo la morte e a ottenere una vita più o meno beata, dopo la morte nell’ottica cristiana siamo tutti uguali. Ne è un celebre esempio il VI canto del paradiso dove Giustiniano dice che sulla terra fu imperatore ora (dopo la morte) è solo Giustiniano. Tutto ciò che ha segnato la nostra vita non conta più nell’aldilà.
V90 si riferisce all’episodio in cui Gesù dopo la morte tirò fuori dal limbo tutti coloro che non erano cristiani poiché nati prima dell’avvento di questa religione. Catone era tra questi.
V94-96 questo rito purificatorio è obbligatorio per l’accesso al paradiso terrestre. È un esplicito richiamo al rito purificatorio narrato nell’Eneide quando la Sibilla dice a Enea di purificarsi prima di iniziare il percorso degli inferi. Il giunco è una pianta che cresce su un territorio limaccioso dove le altre piante non crescono--> è un segno di umiltà.
V98 “primo ministro” è l’angelo che custodisce il paradiso terrestre.
V109 Catone come compare all’improvviso, scompare all’improvviso.
V115-116 l’alba sta per sorgere, ma non è ancora luce vera e propria.--> il viaggio nel purgatorio inizia all’alba (circa). Nell’inferno iniziava la sera e nel paradiso inizierà a mezzogiorno.
V127 “lagrimose” le guance avevano ancora traccia delle lacrime versate nell’inferno.
V131-132 richiamo a Ulisse.
V135-136 appena Virgilio strappa l’erba questa subito rinasce.