XXI Canto Inferno

20.03.2015 19:49

Introduzione:

Ci troviamo nell'ottavo cerchio, quindi quasi in fondo all'Inferno. Questo cerchio è diviso in 10 bolge e noi ci troviamo nella quinta, quella dei barattieri. E' un canto molto famoso non tanto perchè ci sia un'anima in particolare (Ciacco, Farinata...), ma perchè Dante incontra i diavoli e ci descrive come sono fatti. La rappresentazione è quella che c'è nell'immaginario collettivo, non solo quello del Medioevo ma quello che c'è anche oggi (grandi ali, zampe unghiate, corna in testa...).

Dante ha un registro stilistico a 360 gradi, andando dal linguaggio più sublime al quello più gergale e volgare. L'ultimo verso è uno dei più famosi dove elegantemente perifrasa la scoreggia/peto/flautolenza/tentolino.

Pena: le anime sono immerse completamente nella pece bollente (che era molto usata nel Medioevo, nell'ingegneria navale e anche come arma) e se provano a uscire fuori per respirare da questo fiume di pece, vengono uncinati dai diavoli che stanno lì a controllare che nessuno esca. I diavoli hanno degli artigli sulle mani e poi dei bastoni uncinati con cui graffiano e torturano le anime.

Contrappasso: - La pece è vischiosa quindi come in vita si invischiavano in torbide questioni ora sono invischiati nella pece - Come in vita ardevano fortemente dal desiderio di denaro (i barattieri sono i corrotti, avidi, che per denaro fanno qualsiasi cosa) ora ardono nella pece - Come in vita arraffavano con l'inganno qualsiasi cosa avessero desiderato adesso i demoni li arraffano con gli uncini.

Dante e Virgilio arrivano nell'ottavo cerchio dove il passaggio tra una bolgia e l'altra è segnato da passaggi non sempre comodi, anzi quasi mai. Questo perchè man mano che si scende nell'inferno, a causa della caduta di Lucifero sulla terra, gli effetti devastanti aumentano e si intensificano. Anche a causa del terremoto seguito alla morte di Gesù.

L'ottavo cerchio è strutturato su 10 gradini. Ma non sono come quelli di una scala, bensì sono 10 spaccature verticali con all'interno le anime. Per questo servono i ponti e i passaggi per passare da una bolgia all'altra.

v. 1   "Altro parlando" = parlando del più e del meno

v. 3   "Tenevamo 'l colmo" = erano sul punto più alto sul ponte

v. 5   "Malebolge" = il nome di questa parte dell'Inferno

v. 5   "Pianti vani" = perchè la dannazione è eterna

Qui inizia una similitudine molto lunga e famosa. Per farci capire la sensazione che prova davanti a quello che vede, Dante introduce un paragone con l'Arsenale di Venezia durante l'inverno. D'estate si naviga, ma d'inverno si provvede al restauro e al mantenimento delle navi in una situazione di gran pace. Sceglie quello di Venezia perchè era il più famoso e il più grande (fino a tempi relativamente recenti è stato il più grande porto del Mediterraneo) e Dante molto probabilmente lo ha visto. 

Dante sta raccontano un viaggio di fantasia ma siccome lo scopo è anche didascalico, cioè che deve insegnare qualcosa, è necessario che quello che sia scritto sia comprensibile. E quindi Dante per spiegare queste cose che ha visto nel suo percorso si aiuterà e aiuterà il lettore ricorrendo a similitudini di eventi quotidiani per tutti. 

v. 9   "Legni" = navi: metonimia / "Non sani" = che hanno subito dei danni

v. 12   "Coste" = le falle che possono trovarsi nelle varie parti della nave

v. 13   "Ribatte" = batte i chiodi con il martello / "Proda" = prua

v. 14   "Sarte" = cordame utilizzato sulla nave

v. 15   "Terzeruolo e artimon" = rispettivamente la vela più piccola e vela più grande

v. 17   "Là giuso" = laggiù. Dante guarda dall'alto

Lui ci dice che vede questa pece, ma non vede cosa ci sia dentro. La pece è densa e scura e all'inferno è buio! Vede solo le bolle che si sollevano dalla superficie (come qualsiasi cosa che bolle) che la facevano gonfiare e poi le vede scoppiarsi.

v. 22   "Fisamente" = con ferma attenzione. Dante è meravigliato

v. 23   "Guarda, guarda!": anafora = non è un invito a guardare il panorama ma un avvertimento: "stai attento!". Lo capiamo dall'anafora, dal punto esclamativo e dal fatto che Virgilio tira Dante a sè

v. 27   "Subita" = improvvisa / "Sgagliarda" = toglie la gagliardia

v. 31   "Fero" = non significa fiero, ma feroce

v. 32   "Atto" = movimenti

Hanno delle ali a pipistrello, come poi avrà Lucifero nell'ultimo canto. Sono brutti come la morte, tozzi, grossi, ma hanno una leggerezza pazzesca. Camminano ma sembra che volino. 

v. 34   "Omero" = spalla / "Superbo" = grosso, rilevato

v. 35   "Ambo" = entrambe / "Carcava" = gravava, si trovava pesantemente

Non lo portava l'anima in braccio ma bensì essa aveva il busto e la testa ciondolanti dietro e le gambe davanti. Il senso di consistenza che conferisce Dante ci fa quasi dimenticare che stiamo parlando di anime. 

v. 37   "Malebranche" = nome generico di tutti i diavoli che si trovano in questa zona. Lo capiamo dal prefisso "male" e poi da "branche" che sono gli arti con gli uncini

v. 38   "Santa Zita": metonimia

Nell'età comunale c'erano delle magistrature importanti individuali (podestà, pretore...) ma ce ne erano anche alcune collegiali che cambiavano da città a città. A Firenze per esempio c'era il Priorato. A Lucca c'erano gli Anziani, un'assemblea di 10 persone. Santa Zita era un nome con cui veniva chiamata la città di Lucca in riferimento alla santa protettrice della città. Il diavolo scorge uno degli Anziani.

v. 40   "Ben fornita" = ben fornita di barattieri

Il riferimento a Bonturo è un'affermazione ironica, eufemistica. Bonturo Dati era un popolano che si mise a capo del partito popolare, ricoprì molti incarichi, divenne una persona importante e si vantò di aver posto fine alla corruzione in città. Quindi si gloria di aver cacciato i barattieri quando in realtà era diventato lui l'unico in città.

Attenzione! Bonturo è vivo, non morto! E' uno dei casi in cui ci sono delle anime talmente terribili che Dante li mette all'inferno prima che essi muoiano. 

v. 42   "Ita" = dice "sì", "così sia"

v. 44   "Mastino" = cane grosso, ma molto prestante. Come la Iussi -Cit. Nandy Dalla Church

v. 48   "Santo Volto" = si trovava a Lucca in una chiesa. Era un crocifisso nero bizantino che veniva esposto durante le processioni

v. 49   "Serchio" = fiume che scorre vicino a Lucca

v. 51   "Soverchio" = coperchio

v. 52   "Raffi" = ferri uncinati

v. 54   "Accaffi" = arraffi. Allusione all'attività del barattiere che arruffa di nascosto, immagine ironica

Per farci capire bene il movimento di questa scena ci fa un altro paragone. Nelle grandi cucine dei castelli i cuochi trattano il loro vassallo (sguattero da cucina) e gli insegnano come stare e tenere la carne con gli uncini per evitare che cuocia male. Come i diavoli con le anime

v. 58   "Acciò" = affinchè

v. 60   "Scheggio" = roccia, sporgenza

v. 65   "Ripa sesta" = argine che separa dalla quinta alla sesta bolgia

v. 66   "Aver mestier" = aver esperienza in qualcosa / "Fronte": metonimia

Per farci capire in che modo si palesarono tutti i diavoli ci fa un'altra similitudine. Con quella tempesta (di suoni, gran rumore di latrati) con cui escono i cani e si avventano addosso a un poveretto il quale si ferma nel vederseli venire addosso, allo stesso modo uscivano dal ponte i diavoli e volsero contro Virgilio tutti i loro uncini.

v. 72   "Fello" = abbia cattive intenzioni

v. 75   "Si consigli" = prenda la decisione

v. 76   "Malacoda" = è il capo dei demoni della quinta bolgia

v. 81   "Schermi" = pericoli, impedimenti

v. 84   "Altrui" = ad un'altra persona (Dante) / "Silvestro" = aspro

Sentendo queste parole l'orgoglio e la superbia con cui si era presentato caddero. Questo verbo non è usato casualmente perchè allo stesso tempo lascia cadere l'uncino che teneva in mano.

v. 87   "Omai non sia feruto" = non fategli alcun male

v. 89   "Scheggion" = rocce / "Quatto quatto" = nascosto

v. 93   "Tenesser patto" = non mantenessero il patto di non toccarlo

Dante usa un'altra similitudine. Accade una situazione uguale a quella dei fanti che aveva visto lamentarsi i fanti dopo il patto fatto al castello di Caprona (in seguito alla battaglia di Campaldino) quando videro che c'erano tanti nemici tra di loro. Dante ha combattuto a Campaldino quindi sa esattamente cosa successe.

v. 97   "Torceva" = toglieva

v. 99   "Non buona": litote

v. 100,101,102   I diavoli prendono in giro Dante

v. 110   "Grotta" = roccia

v. 111   "Scoglio "= ponte

v. 112,113,114   Ieri sono stati 1266 anni, 1 giorno e 5 ore da quando è crollato. Per Dante Cristo muore a 34 anni compiuti e se noi sottraiamo 34 a 1300, che è l'anno in cui fa questo viaggio, viene proprio 1266. Per quanto riguarda l'indicazione dell'ora, Dante asserisce che Cristo morì a mezzogiorno e poichè dall'anniversario è trascorso un giorno meno 5 ore, si deduce che al mezzogiorno manchino 5 ore e che pertanto nel momento in cui Malacoda parla a Virgilio sono le 7 del mattino

v. 116   "Se ne sciorina" = cerca di uscire dalla pece

Dante fa i nomi di alcuni diavoli. Alichino probabilmente è un nome legato alla maschera di Arlecchino poichè c'è una certa assonanza nel nome. I nomi derivano da cose reali tipo Libicocco (Libeccio+Scirocco) o da altro, ma comunque sono frutto della poesia popolare e di Dante.

v. 122   "Sannuto" = con le zanne

v. 124   "Boglienti pane" = fiume di pece

v. 125   "Scheggio" = ponte

v. 126   "Tane" = bolge

v. 128   "Sanza scorta" = senza i diavoli

v. 129   "Cheggio" = chiedo

v. 129,130   "Se tu": anafora

I diavoli fanno una pernacchia e Barbariccia una puzzetta <3