Ser Ciappelletto da Prato

07.04.2015 11:33

Prima novella del primo giorno, ha un valore simbolico. Boccaccio ci dice che è il peggior uomo che ci sia mai stato sulla faccia della terra, simmetricamente l’ultima novella dell’ultimo giorno è dedicata alla persona migliore mai esistita.

La novella è divisibile in 4 parti. La prima è quella iniziale, che è una sorta di consacrazione a Dio. Questa parte è molto ampia e dura infatti 33 righe e ci fa comprendere un aspetto importante. Petrarca era religioso e vive il dissidio, Dante è la religione fatta a persona pur non avendo preso voti o essendo un uomo di Chiesa, Boccaccio è un uomo che ci presenta la laicità del mondo, la società in tutti gli aspetti, dai più alti ai più bassi e putridi. Questo senza però rinnegare o dimenticare l’esistenza di Dio. Pur avendo una visione orizzontale del mondo in realtà non esclude l’elemento trascendentale. Dio non viene mai negato, è presente però in un modo assolutamente nuovo.

Ripete che tutte le cose nel mondo sono mortali e transitorie, presente nel proemio.

La novella vera e propria parte da Musciatto Franzesi, che non vedremo più comparire nella storia ma dà il via. E’ un personaggio storico realmente vissuto a Firenze, di grandi capacità e amicizie altolocate, frequentando il re di Francia. Siccome vuole trasferire la sua vita in altra zona, decide di sistemare gli affari ad un’altra persona, per togliersi il peso. La situazione più spinosa erano gli interessi che aveva presso i Borgognoni, che erano normalmente considerati inaffidabili, che si occupavano solo di questioni illegali, gente che con la religione aveva ben poco. Doveva ritirare molto denaro presso di loro. Doveva trovare qualcuno di adatto per questo affare. Gli viene in mente Ser Cepparello, che aveva vissuto per un po’ di tempo anche in Francia. I francesi facendo un po’ di pasticci tra il suo nome e la traduzione in francese di cappello, trasformano il suo nome. Quindi da Cepparello diventa Ciappelletto, perché era un po’ piccolo e tracagnotto.

In questa novella c’è una tecnica narrativa, il rovesciamento. Per esempio Cepparello è un uomo piccolo ma elegante, colto. Ha tutti i requisiti per poter essere una bella persona, ma in realtà è malvagissimo. Fa il notaio, che come giudici, magistrati dovrebbe essere garante di giustizia, legalità, invece è una persona assolutamente falsa. Il ritratto di Ciappelletto è inquietante, una persona terribile. Ciappelletto accetta l’incarico e parte. In Borgogna viene ospitato da due usurai. Si affianca a due persone di non grande spessore. A un certo punto però si ammala e nonostante le cure peggiora. I due usurai parlano tra di loro perché si trovano in una situazione pesante: se muore in casa è un problema (è un personaggio di un certo spessore), e potrebbero sorgere delle questioni, delle chiacchiere. Vorrebbero mandarlo via ma questo anche sarebbe stato un problema. Una persona finché è stata bene se la sono tenuta in casa e adesso lo mandano via, altre chiacchiere. Un uomo così terribile non vorrà neanche confessarsi e quale prete lo confesserebbe e gli darebbe l’assoluzione? Quindi sono preoccupatissimi. Mentre discorrevano di questa cosa senza trovare una soluzione, Ser Ciappelletto che aveva sentito tutto e ha la soluzione. Vuole che i fratelli gli procurino il frate migliore nei dintorni per confessarsi. La confessione è una novella nella novella. La prima vera commedia della letteratura italiana. Da personaggio diventa narratore. Il pubblico sono il frate e i due usurai.

Ciappelletto durante la confessione fa una distorsione. Prima che se ne vada chiede un piacere: se non è un disturbo vorrebbe essere seppellito nel cimitero dei frati. Ciappelletto muore, gli usurai avvertono il convento. Il frate nel frattempo aveva glorificato la santità di quell’uomo. Ed era già sulla bocca di tutti e diventa un santo. La gente andrà a pregare sulla sua tomba per avere un’illuminazione che li aiuti.

Nella prima parte abbiamo anche un ritratto del contesto storico, sociale ed economico. Poi un ritratto del protagonista, incentrato sulla figura retorica dell’iperbole. La parte centrale, parodia di una confessione. Boccaccio si ispira a testi di confessioni, degli exempla. C’è anche una polemica contro la Chiesa perché il frate era un brav’uomo ma la facilità con cui si fa imbrogliare è impressionante, polemica anticlericale.

Il contesto è il mondo dei mercanti, personaggio in assoluto più importante di tutto il Decamerone. Ser Ciappelletto era un mercante lui stesso, ma si muove per motivo di un altro mercante, Franzesi. Essere un bravo mercante è avere virtù e industria, che nella mercatura si esercitano anche attraverso l’uso furbo della parola.