VI Canto Inferno
Introduzione:
Tanto più si procede nel viaggio, tanto più si allarga geograficamente il discorso politico. Infatti, Dante nel VI Canto dell'Inferno parla di Firenze, nel VI Canto del Purgatorio dell'Italia e nel VI Canto del Paradiso dell'Europa.
Ci troviamo nel terzo cerchio, quello dei golosi (coloro che si sono macchiati di incontinenza), dopo che Dante ha perso i sensi in quello dei lussuriosi.
Pena: le anime giacciono a terra sommerse (coperte) da fango (terra con la pioggia battente lurida e sozza), dilaniati dalle urla di Cerbero, cane mostruoso, che li scuoia.
Contrappasso: come in vita si saziavano di cibo ora si saziano di fango e così come addentavano con avidità il cibo, ora Cerbero lo fa con le loro membra.
Il protagonista è Ciacco, nome proprio o soprannome? Si preferisce pensare che fosse un soprannome per colui che è molto goloso. In una novella di Boccaccio c'era un uomo molto colto, ma goloso chiamato Ciacco. Altri credono che Ciacco sia semplicemente un parassita (intepretazione improbabile)
La pioggia è eterna, non si calma mai, trasformando il terreno in una melma puzzolente. La pioggia è formata da grossa grandine, acqua sporca e neve.
Cerbero è un personaggio mitologico, un cane a tre teste coperte di serpenti e con la coda di serpente.
v. 8 "Etterna" come la bufera del canto precedente
v. 13 "Diversa" = strana: latinismo (mostrum)
v. 14 "Caninamente" = canina (modo brutale di comportarsi) + mente (pensiero)
v. 16 "Vermigli", ha gli occhi rossi come Caronte / barba "unta" come i golosi / "atra" nera
v. 17 "Ventre largo", come i golosi / "mani unghiate": antropomorfizzazione
v. 20 Cercano di ripararsi girandosi su questo e su quel lato
v. 22 "Gran vermo", anche Lucifero fu chiamato così
v. 25 "Spanne" = mani
v. 26,27 Virgilio dà da mangiare fango a Cerbero, invece della rituale focaccia
v. 28 Similitudine con un immagine molto comune: un cane affamato che chiede cibo abbaiando e smette quando lo riceve
v. 31 "Facce lorde" = tre teste
v. 34 Camminano sopra le anime, sulla loro vanità (ricordiamoci che le anime sono inconsistenti)
v. 37 Così come in vita le anime sono state degli animali, ora lo sono anche all'Inferno. Infatti tutte sono sdraiate per terra
v. 38 Si siede e quindi non viene meno al fango e alla pioggia
v. 42 Ci fu un periodo quando entrambi erano vivi
v. 51 In confronto all'Inferno la vita è sempre "serena"
Inizia il colloquio con Ciacco, caratterizzato da cesure brusche. Dante gli farà 3 domande politiche (parlando ovviamente di Firenze):
1. A che punto arriveranno i Fiorentini?
2. A Firenze c'è ancora qualcuno di giusto?
3. Qual è il motivo di tanta discordia?
Ciacco risponde:
1. In 3 terzine sintetizza anni di storia fiorentina. Dopo lunghe lotte si arriva a una lotta sanguinosa tra guelfi bianchi e neri. "Parte selvaggia" = bianchi, cacciano i neri. Poi cadranno nell'arco di 3 anni (calende di maggio) e i neri riprenderanno il sopravvento e cacceranno malamente i bianchi
2. I giusti sono 2 (di numero o indicativamente?)
3. Le 3 faville sono superbia, avaizia e invidia
v. 76 "Lagrimabil suono": sinestesia
v. 80 L'unico personaggio di cui non abbiamo una sicura identità è Arrigo
v. 93 "Ciechi" perchè non possono più vedere la speranza. Sono in questa condizione tutte le anime all'Inferno
v. 115 Plutone, guardiano del quarto cerchio